Convenienza e fattibilita'
di un impianto solare fotovoltaico in Conto Energia
Introduzione: perché gli incentivi?
La risposta italiana alle sanzioni conseguenti al mancato rispetto del protocollo di Kyoto a causa delle emissioni inquinanti provenienti dalle centrali tradizionali a combustibili fossili è contenuta nell’attuale Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007, denominato Nuovo Conto Energia. Il decreto incentiva la produzione e la valorizzazione di energia elettrica da impianti fotovoltaici, rendendo la scelta di risparmio energetico del cittadino una scelta non solo conveniente, ma anche redditizia dal punto di vista di un investimento economico.
Vediamo in seguito quali sono i passi per dimensionare e valutare un impianto fotovoltaico, basandoci su un esempio relativo ad un impianto residenziale per una famiglia in regime di scambio sul posto.
Dimensionamento: quanti kWp mi servono?
Il primo passo è quantificare il consumo elettrico annuale in kWh, consultando il dato riportato sulle bollette del fornitore (ENEL o altri). Infatti, il criterio dello scambio sul posto è quello di dimensionare l'impianto in maniera tale da fornire l’energia elettrica necessaria ai propri consumi. Come dato di riferimento per la produttività, alle latitudini della zona di Pisa, si può considerare che per ogni kWp di potenza installata, un impianto con un buon orientamento sarà in grado di generare circa 1250 kWh annui (fonte: ENEA).
Esempio: un impianto da 3kWp ben orientato nella zona di Pisa è capace di produrre annualmente 3 x 1250 = 3750 kWh.
Verifica della superficie disponibile: è sufficiente il mio tetto?
Nel caso di installazione di pannelli classici in silicio policristallino su un normale tetto a falda inclinata sono necessari circa 8 mq per ogni kWp di potenza, oppure circa il doppio nel caso di installazione a terra, su una superficie piana oppure utilizzando pannelli in silicio amorfo. In ogni caso l’esposizione deve garantire un orientamento dei pannelli compreso tra SUD-EST e SUD-OVEST.
Esempio: per un impianto di taglia residenziale pari a 3 kWp saranno necessari circa 24 mq in caso di montaggio su tetto a falda inclinata oppure 48 mq per un tetto piano.
L’area prescelta per l’installazione deve essere sgombra da corpi quali comignoli, antenne, muretti, alberi e quanto altro provochi ombreggiamenti del campo fotovoltaico. La presenza di ombreggiamenti costanti anche su una porzione minima dell’impianto può provocare vistose diminuzioni della produzione di energia e conseguentemente dei proventi economici derivanti.
Analisi economica: ma quanto mi rende?
Per gli impianti fotovoltaici non sono previste agevolazioni all’atto dell’acquisto, bensì il Conto Energia prevede che per 20 anni l’incentivo sull'energia prodotta sia erogato bimestralmente sul conto corrente del produttore. La tariffa incentivante è determinata in base alla potenza dell’impianto ed al grado di integrazione architettonica, ossia a come i pannelli fotovoltaici si integrano con l’ambiente urbano circostante.
Esempio: per un impianto di 3kWp su un tetto a falda inclinata, la parziale integrazione prevede che i moduli siano installati in maniera complanare alla copertura lasciando inalterate le tegole. La relativa tariffa incentivante per l'anno 2009 è di 0,431 €/kWh. La totale integrazione (con i pannelli al posto delle tegole, come nella foto) prevede una tariffa è di 0,48 €/kWh.
A questi benefici si devono sommare il risparmio in bolletta ENEL, per tutta la quota di elettricità autoprodotta e dunque non acquistata, ed infine il rimborso derivante dall'energia in eccesso imessa in rete secondo le regole dello scambio sul posto.
Generalmente si può quindi affermare che i tempi di rientro dalla spesa iniziale sono compresi tra 7 e 10 anni. Al termine di 20 anni l’investimento è più che raddoppiato. Infine, per sopperire all’aggravio costituito dalla spesa iniziale, molti istituti di credito forniscono, in convenzione con il GSE, finanziamenti a tassi agevolati appositamente rivolti all’installazione di impianti fotovoltaici.